
Nuovo innesto per il Basket Casapulla che firma Marco Spinosa, classe 2007 reduce da un campionato Under 17 Gold a Sant’Anastasia. Marco ha disputato già in passato campionati d’eccellenza (Under 14 e Under15) e, nonostante la giovane età, ha già avuto esperienze anche in squadre Senior (DR1 alla Virtus Academy). Sarà dunque un altra arma importante nell’arsenale gialloblù per il campionato d’eccellenza Under 19.
Conosciamo meglio Marco 👇🏻
𝐂𝐢𝐚𝐨 𝐌𝐚𝐫𝐜𝐨, 𝐜𝐨𝐬𝐚 𝐭𝐢 𝐡𝐚 𝐬𝐩𝐢𝐧𝐭𝐨 𝐚 𝐟𝐢𝐫𝐦𝐚𝐫𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐂𝐚𝐬𝐚𝐩𝐮𝐥𝐥𝐚?
Da sempre il basket è la mia passione , ho cominciato a 6 anni ed ho vissuto 10 anni bellissimi con la Fortitudo Santa Anastasia del Coach Curcio, giocando nella 14 e 15 eccellenza ed arrivando alle final four della 17 gold per due anni consecutivi .
Negli ultimi due anni di under 17 ho rinunciato a proposte di squadre eccellenza per concentrarmi sugli studi liceali e per provare a vincere da capitano con la società che mi ha visto nascere .
Alla fine di questa stagione dopo il 4* posto alle regionali, con il Coach Scola che in questo ultimo anno mi ha permesso di avere una visione da “professionista” di questo sport , ho deciso (fortemente sostenuto dal coach Scola) di provare il salto nel mondo delle squadre migliori della Regione .
Ho provato con Casapulla con cui mi sono scontrato nei campionati 14 e 15 eccellenza e che ha sempre avuto il mio rispetto come qualità di gioco e staff tecnico, qualità che ho subito ritrovato durante i primi allenamenti di selezione dello scorso luglio .
𝐂𝐨𝐧 𝐜𝐡𝐞 𝐬𝐭𝐢𝐦𝐨𝐥𝐢 𝐭𝐢 𝐚𝐯𝐯𝐢 𝐚𝐝 𝐚𝐟𝐟𝐫𝐨𝐧𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐢𝐥 𝐜𝐚𝐦𝐩𝐢𝐨𝐧𝐚𝐭𝐨 𝐝’𝐞𝐜𝐜𝐞𝐥𝐥𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐔𝐧𝐝𝐞𝐫 𝟏𝟗?
Dopo 10 intensi anni di basket, Oggi ho la piena consapevolezza di dovere guadagnare ogni minuto in campo sudando negli allenamenti, migliorando i miei lati deboli, strutturando il mio fisico, con la giusta mentalità sempre al servizio del gruppo
𝐇𝐚𝐢 𝐚𝐯𝐮𝐭𝐨 𝐞𝐬𝐩𝐞𝐫𝐢𝐞𝐧𝐳𝐞 𝐚𝐧𝐜𝐡𝐞 𝐢𝐧 𝐩𝐫𝐢𝐦𝐚 𝐬𝐪𝐮𝐚𝐝𝐫𝐚, 𝐜𝐨𝐬𝐚 𝐭𝐢 𝐡𝐚 𝐩𝐨𝐫𝐭𝐚𝐭𝐨 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐚 𝐞𝐬𝐩𝐞𝐫𝐢𝐞𝐧𝐳𝐚?
Due anni fa, la Fortitudo Sant’Anastasia di Ciro Curcio in un progetto condiviso con Virtus Pomigliano D’Arco sotto la guida del coach Angelo Ronca, mi chiese di prendere parte al campionato di serie D. Credo di essere cresciuto tanto durante quell’anno, avevo solo 14 anni, ma sul campo di una serie D confrontandomi con ragazzi molto più grandi di me per età e prestanza fisica, ho capito cosa vuol dire davvero il contatto fisico, cosa vuol dire mettere da parte la paura e tirare fuori il coraggio per quelle che definivano “mazzate in campo”. È stato un anno incredibile, anche grazie ai miei coach che hanno sempre creduto in me. Sicuramente un momento della mia vita sportiva molto formativo, impossibile da dimenticare.
𝐂𝐡𝐞 𝐭𝐢𝐩𝐨 𝐝𝐢 𝐠𝐢𝐨𝐜𝐚𝐭𝐨𝐫𝐞 𝐬𝐞𝐢?
Questa è una domanda difficile, posso dirti cosa accade quando entro in campo durante una partita.
Quando arriva il mio momento io so che non mi salta mai in mente di mollare, di cedere allo sconforto anche quando le cose non si mettono proprio bene.
So per certo che, pur commettendo un errore, non perdo mai di vista la squadra, che tutti possono sempre contare sul mio massimo. Penso di essere una persona molto leale, dentro, ma anche fuori dal campo.
Sono un mancino molto veloce , mi piace attaccare le difese in contropiede , mi adatto senza problemi al ruolo di play e di guardia, devo lavorare sulla struttura fisica e sul tiro da tre, che ho sperimentato essere veramente importante per vincere alcune partite in campionati di alto livello .
𝐂𝐨𝐦𝐞 𝐡𝐚𝐢 𝐢𝐧𝐢𝐳𝐢𝐚𝐭𝐨 𝐚 𝐠𝐢𝐨𝐜𝐚𝐫𝐞 𝐚 𝐛𝐚𝐬𝐤𝐞𝐭?
la mia fortuna è stata l’iscrizione presso la scuola elementare Nicola – Amore di Sant’Anastasia, il progetto sportivo per la psicomotricità mi fece incontrare Circo Curcio e tutto il suo staff della Fortitudo Sant’Anastasia, iniziai lì il minibasket e Ciro è stato il mio primo allenatore (sempre affiancato da Angelo Ronca, Vincenzo Castaldo, Vincenzo Torino), da lui ho imparato a vivere la passione del basket nel modo giusto. È iniziato come un gioco, ma è diventato presto molto di più. La Fortitudo è stata la mia seconda famiglia per quasi 10 anni , e a tutti loro devo gran parte della mia evoluzione sportiva e caratteriale dentro e fuori dal campo. Ora sta a me mettere a frutto quanto appreso in tutti questi anni.
𝐂𝐨𝐬𝐚 𝐩𝐞𝐧𝐬𝐢 𝐝𝐢 𝐩𝐨𝐭𝐞𝐫 𝐩𝐨𝐫𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐭𝐮𝐚 𝐧𝐮𝐨𝐯𝐚 𝐬𝐪𝐮𝐚𝐝𝐫𝐚?
come ho detto prima, so di dover impegnarmi molto per meritare il mio minutaggio di gioco in partita, ma spero che la squadra presto si renda conto di quanta grinta posso mettere al suo servizio, lealtà in primis, potranno contare sulla mia testardaggine e sulla mia competitività. Io sono davvero felice perché so che questa esperienza mi segnerà molto positivamente.
𝐔𝐧 𝐬𝐚𝐥𝐮𝐭𝐨 𝐚𝐢 𝐭𝐮𝐨𝐢 𝐧𝐮𝐨𝐯𝐢 𝐭𝐢𝐟𝐨𝐬𝐢.
Riempiamo gli spalti, ci aspettano e vi aspettano partite cariche di adrenalina !!!
In bocca al lupo Marco. 🟡🔵

